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 [Fonte: Vita.it - di Erica Battaglia]

Un viaggio di due anni tra Italia, Spagna e Marocco.“Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo” è il titolo del libro figlio di un accuratissimo lavoro firmato da Stefania Prandi: «La cultura dell’illegalità e dell’abuso è più forte delle leggi e viene rafforzata dall’omertà»

Stefania Prandi è un collega di talento: curiosa, esperta di giornalismo di genere, attenta alle ferite che le donne da secoli portano addosso. “Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo” è il suo ultimo lavoro: un’inchiesta internazionale sullo sfruttamento delle braccianti in Italia, Spagna e Marocco. Un viaggio durato due anni nei tre Paesi tra i maggiori esportatori di ortaggi e frutta in Europa e nel mondo. Un viaggio di ascolto della voce delle donne, di traduzioni, di mediazione: lavoratrici umiliate, annullate, violentate. Italiane e straniere. Spesso invisibili. Un’inchiesta cruda e audace sulle molestie, lo sfruttamento e la tortura psicologica che interroga tutti noi su diritti umani negati e su cosa portiamo sulle nostre tavole. Le paghe irrisorie, i turni estenuanti, le baracche, la solitudine, i ricatti e le violenze verbali, gli stupri e gli aborti tra campi di fragole e pomodori. Ma anche la resistenza alla violenza, la sopravvivenza quotidiana, il coraggio della denuncia che spesso cade nel vuoto. Un libro che parla alle donne e agli uomini e che ci interroga su cosa portiamo a tavola.

Un libro sulle donne per le donne e per gli uomini. Un libro che raccoglie le storie drammatiche delle braccianti di Palos de la Frontera in Spagna, di Vittoria in Italia, di Souss Massa in Marocco. Storie identiche, caratterizzate da violenza, abusi sessuali, enormi solitudini, assenza di controlli e diritti violati. Con che stato d'animo si scrive un libro così, dopo due anni di reportage?
La parte più difficile è stata fare le domande sugli abusi, accaduti nonostante le vittime abbiano cercato di evitarli e combatterli. Mentre ascoltavo le risposte sapevo che per le donne sarebbe stato difficile riuscire ad avere giustizia o comunque ad ottenere un risarcimento. Molte donne mi hanno chiesto: pensi davvero che raccontare quello che abbiamo passato possa servire a qualcosa? Ho sempre risposto di sì anche se certe volte la mia certezza vacillava, perché il livello di ingiustizia oltrepassava la mia immaginazione. Resto convinta, a lavoro concluso, che fare emergere i fenomeni di violenza sia il primo passo per cambiare le cose. Ma denunciare attraverso i media certamente non basta: le istituzioni, i tribunali e la società civile devono fare la loro parte.

Ci sono le donne, ma ci sono anche gli uomini: i "supervisori" Abed in Spagna, Brahim in Marocco, i proprietari delle serre in Sicilia e in Puglia. Carnefici su cui non si abbatte mai la scure della giustizia, come dimostra anche il caso - citato nel tuo libro - del "Processo Dacia". La Legge sul Caporalato, dell'ottobre 2016, e la morte ingiusta di Paola Clemente hanno mosso qualcosa e scosso qualche coscienza, ma che cosa ostacola veramente la legalità e il rispetto dell'essere umano in queste terre di raccolta? 

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/interview/2018/05/21/donne-braccianti-linchiesta-che-finisce-sulle-nostre-tavole/180/

 

[Fonte: Vita.it  - di Sara De Carli]

Debutta il portale che consente ai genitori in attesa di adozione di monitorare in tempo reale le informazioni sui momenti salienti della loro procedura adottiva, in ottica di trasparenza della Pubblica amministrazione. In 48 ore, 68 gli accessi da parte delle coppie. Soddisfatte le associazioni famigliari, che da tempo rivendicavano questo diritto

È online da oggi, 15 maggio 2018, il portale “Adozione Trasparente”. Gli aspiranti genitori adottivi – per l’esattezza quelli che hanno già conferito l’incarico ad un Ente autorizzato, ma non hanno ancora concluso la procedura di adozione internazionale con l’ingresso del minore in Italia alla data del 16 aprile 2018 – possono da oggi seguire online, in tempo reale, i passaggi fondamentali della propria procedura di adozione internazionale. Sono 24 i momenti della procedura adottiva che la Commissione Adozioni Internazionale elenca e su cui le coppie il portale darà informazioni alle coppie, dal decreto di idoneità fino alla relazione post-adozione. In particolare i genitori potranno verificare il rispetto dei tempi di trasmissione della documentazione inerente la propria procedura, con un “ALERT” giallo che si accenderà in automatico quando la documentazione non è stata trasmessa nel termine di 30 giorni oppure verificare lo stato dei pagamenti effettuati all’Ente autorizzato. Per la CAI e gli enti autorizzati diventa il modo per sostenere proattivamente i compiti di trasparenza durante lo svolgimento dei procedimenti amministrativi collegati all’iter adottivo e per la CAI in particolare il portale agevola il compito di vigilanza sugli enti autorizzati.

Per accedere al portale “Adozione Trasparente” è necessario ottenere l’utenza SPID, attualmente rilasciata a titolo gratuito tramite il sito ufficiale dell’Agenzia per l’Italia Digitale: uno strumento innovativo che consente un livello di sicurezza molto alto per l'accesso ai dati. La CAI lo usa come strumento di accesso alla trasparenza, considerata la materia delicata in ambito di trattamento dati/privacy e il coinvolgimento di entità terze (enti). A metà del pomeriggio della prima giornata di vita del portale, gli accessi effettuati erano già 24. A 48 ore dal debutto, gli accessi sono già saliti a 68.

«Negli ultimi anni, il diritto a “conoscere” dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione ha subito una significativa evoluzione sperimentando il principio di “trasparenza” e di “amministrazione digitale”, quali modalità per garantire una verifica costante dell’attività amministrativa da parte della cittadinanza e rinforzare, nel contempo, la responsabilità degli amministratori pubblici. In questa prospettiva il portale web “Adozione Trasparente” risulta uno strumento capace di rendere disponibile la procedura amministrativa relativa alle adozioni internazionali alle famiglie interessate e solo ad esse. Il portale web si integrerà con il sistema già in uso presso la Commissione, che permette in tempo reale, ai soli Enti autorizzati, l’interscambio di dati riguardanti la procedura adottiva», spiega la vicepresidente della Cai, Laura Laera.

Per saperne di più clicca clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/05/15/adozioni-trasparenti-online-il-portale-per-tracciare-liter/146861/

 [Fonte: Vita.it - di Stefano Arduini] 

Con tutta probabilità spetterà al nuovo governo decidere se approvare il testo che "sistema" il decreto legislativo 112/2017. I 7 punti qualificanti del provvedimento parcheggiato in Parlamento in attesa del cambio di guardia a palazzo Chigi.

Come sappiamo il decreto correttivo sull’impresa sociale, insieme a quello sul nuovo codice del Terzo settore non hanno ancora avuto il via libera definitivo dal consiglio dei ministri. Ad oggi tutto fa pensare che toccherà al Governo giallo verde ideato dal tandem Di Maio-Salvini deciderà se dare il via libera (come richiede il Forum del Terzo settore) o meno le norme correttive dei due decreti entrati in vigore la scorsa estate (il numero 112/2017 per l’impresa sociale e il numero 117/2017 per il codice del Terzo settore). Per tagliare il traguardo c’è tempo sino a fine luglio. Altrimenti varranno le norme già in funzione.

Ma quali sono gli interventi che i decreti correttivi apporterebbero in particolare in tema di impresa sociale? I più significativi li ha illustrati il notaio milanese Monica De Paoli in occasione del recente Festival del Fundraising. Vediamoli in sintesi:

I lavoratori qualificati devono essere impiegato per almeno 24 mesi;

Non costituisce distribuzione di utili la ripartizione ai soci dei ristorni nelle cooperative;

Possono essere imprese sociali le associazioni e fondazioni derivanti dai processi di trasformazione delle IPAB;

I volontari non concorrono nel computo dei costi di servizio

Il termine per adeguare gli statuti passa da 12 a 18 mesi (20 gennaio 2019)

Gli investitori devono mantenere l’investimento per 5 anziché per i 3 anni previsti allo stato

La vigilanza sulle norme fiscali compete all’Agenzia Entrate

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/05/21/impresa-sociale-ecco-cosa-prevede-il-decreto-correttivo/146919/

[Fonte: Vita.it - di Diletta Grella]

Grazie alla cooperativa Keras del Gruppo cooperativo Co&So, aderente a Cgm, il comune pistoiese è diventato la capitale degli artisti di strada. «Abbiamo invitato importanti artisti nel nostro comune, per realizzare delle opere che hanno abbellito alcuni edifici pubblici», sottolinea il presidente Emanuel Carfora

Tutto è partito nel 2014. Alcuni vandali imbrattano il Battistero di Pistoia. È l’ennesimo episodio di questo tipo che interessa una delle opere d’arte della Toscana. La cooperativa Keras (Gruppo cooperativo Co&So, aderente a Cgm), da anni impegnata nel settore dei beni culturali in diverse province della regione, decide che non si può più rimanere indifferenti e lancia l’idea di Street Art Agliana, promossa dal Comune della stessa cittadina.

«Si tratta di un progetto che attraverso l’arte pubblica, cioè la street art appunto,
vuole sensibilizzare le nuove generazioni a rispettare il luogo dove vivono e a valorizzarlo», spiega Emanuel Carfora, presidente della cooperativa.

«Abbiamo parlato dapprima con il sindaco e le autorità comunali, che ci hanno subito appoggiato, e poi con Angela Desideri, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Sestini di Agliana, che raccoglie diverse scuole, da quelle dell’infanzia alla secondaria di primo grado. La dirigente si è mostrata entusiasta. È così che in questi anni abbiamo invitato importanti street artist nel nostro comune, per realizzare delle opere che hanno abbellito alcuni edifici pubblici».

«Mentre sono ad Agliana, gli artisti incontrano gli studenti, che durante l’anno scolastico hanno modo di approfon- dire il tema della street art» continua Desideri. «Sotto la guida degli esperti di Keras, gli alunni imparano a riconoscere le opere, il loro significato, le diverse tecniche artistiche. Ma soprattutto capiscono la differenza tra un’opera d’arte e un atto di vandalismo».

CLET e gli altri

Clet Abraham

Molto importanti i laboratori pratici in cui i ragazzi realizzano opere sui muri delle diverse scuole, come dei veri artisti di strada. Vengono proposte anche visite guidate: alcune classi hanno visto il capolavoro “Tuttomondo” di Keith Haring a Pisa, altre sono andate a Roma per ammirare le opere dello street artist Blu e il famoso progetto “Big City Life” nel quartiere Tor Marancia. Diversi gli artisti che sono stati protagonisti del progetto in questi anni. Il primo è stato Clet Abraham, conosciuto come CLET, uno street artist francese, residente a Firenze. È noto per gli sticker che applica sui cartelli della segnaletica stradale, senza compromettere la loro leggibilità, ma trasformandoli in opere d’arte. Anche ad Agliana ha “valorizzato” alcuni cartelli. Il secondo ospite del progetto è stato Teo Pirisi, in arte Moneyless, che vive a Lucca, ma che ha lavorato in tutto il mondo. I suoi murales, caratterizzati da un astrattismo geometrico, hanno abbellito il magazzino comunale e la scuola Angeli Custodi. Poi è stata la volta di Fabio Schirru, in arte Tellas, considerato dall’Huffington Post U.S. nel 2014, tra i 25 street artist più interessanti al mondo. ..

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/05/14/agliana-il-crocevia-degli-street-artist/146832/

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