+39 015 0991174 | info@ilfilodatessere.com

News

[Fonte: Vita.it]

Il FEI ha concesso nell’ambito del programma EaSI, le proprie controgaranzie su un plafond di 25.000.000 di euro di finanziamenti garantiti da Cooperfidi Italia alle cooperative sociali e all’intera economia sociale per potenziarne l’accesso al credito, e un secondo plafond di 25.000.000 di garanzie dirette sotto forma di fideiussioni rilasciabili da Cooperfidi agli stessi soggetti

Impact Investement

Cooperfidi Italia – il confidi nazionale della cooperazione promosso dall’Alleanza delle cooperative italiane – ha sottoscritto il primo accordo tra un intermediatore finanziario italiano e il Fondo Europeo per gli investimenti, lo strumento della Banca Europea degli Investimenti (BEI) che agevola il credito alle PMI.

Il FEI ha concesso nell’ambito del programma EaSI, le proprie controgaranzie su un plafond di 25.000.000 di euro di finanziamenti garantiti da Cooperfidi alle cooperative sociali e all’intera economia sociale per potenziarne l’accesso al credito, e un secondo plafond di 25.000.000 di garanzie dirette sotto forma di fideiussioni rilasciabili da Cooperfidi agli stessi soggetti.

Si potrà accedere alle risorse del FEI, che abbatteranno il rischio di credito dell’80%, su operazioni sino a 500 mila euro a breve, medio e lungo termine, riducendo così i costi della garanzia consortile e dell’accesso al credito.

Potranno beneficiare della misura anche le cooperative di maggiori dimensioni, purchè il loro fatturato annuo o il totale dell’attivo siano inferiori a 30 milioni di euro.

“Siamo molto orgogliosi che il FEI ci abbia individuato – ha dichiarato Mauro Frangi, presidente di Cooperfidi Italia – quale intermediario in grado di raggiungere in tutto il Paese l’articolato mondo del Terzo settore e dell’economia sociale. Grazie all’intervento del FEI, potremo beneficiare di risorse importanti per sostenere ancor di più e meglio un mondo composto da cooperative sociali, associazioni, imprese e organizzazioni, che continua a realizzare investimenti importanti a beneficio delle comunità. Soggetti sempre più obbligati a offrire garanzie alle Istituzioni e alle Pubbliche Amministrazioni, o, più semplicemente, costretti a far ricorso al credito bancario per smobilizzare i loro rilevanti crediti vantati nei confronti dello Stato e degli Enti Pubblici.”

“È la conferma – aggiunge Francesco Abbà, del CdA di Cooperfidi Italia con delega a seguire le attività nel settore sociale – dei risultati da noi conseguiti nel proporci come il confidi di riferimento dell’intera economia sociale italiana a cui nei primi 11 mesi del 2017 sono state rilasciate oltre 28 milioni di garanzie. Con queste nuove opportunità, Cooperfidi Italia potenzierà la propria partnership anche con le banche più vocate ad espandere la propria attività nel settore sociale”.

Per saperne di più clicca sul link sopra oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/01/09/cooperfidi-italia-con-fondo-europeo-per-gli-investimenti-a-sostegno-de/145578/

[Fonte: Corriere della Sera, Buone Notizie - di Margheria De Bac]

Sara Mascheretti, psicologa dell’istituto Medea La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, nel lecchese, ha approfondito gli studi sulla dislessia. Per il suo contributo alla ricerca scientifica ha ricevuto un premio mondiale

Italia proprio non ce la faceva a seguire la lezione e ad assimilarla in modo da saperla ripetere il giorno successivo. Per quanto si impegnasse a concentrarsi, il suo pensiero spesso prendeva il volo e, quando tornava con la testa dentro l’aula, non riusciva a riagganciarsi alla maestra. Che l’aveva scambiata per una ragazzina svogliata nel leggere e scrivere. Fino a quando si è scoperto che a frenarla era la dislessia. La risalita è cominciata da lì. Italia ha lavorato con gli psicologi per mettere a frutto le sue capacità creative e aggirare l’ostacolo. Alle medie traduceva le lezioni di storia e geografia in vignette che, oltre a catturare la sua attenzione, le servivano per apprendere.

Ora è iscritta con ottimo profitto al liceo Artistico ed è proiettata verso un brillante futuro fondato sul disegno. È uno degli stratagemmi utilizzati dai bambini con dislessia per mettersi alla pari con i compagni normali. Esalta i loro pregi la psicologa Sara Mascheretti, dell’unità di psicopatologia dello Sviluppo all’istituto Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia, sede a Bosisio Parini (Lecco): «Sono intelligenti, determinati, smaniosi di dimostrare di non essere da meno. C’è ancora difficoltà a comprendere che non hanno problemi cognitivi. Infatti, se ben seguiti da specialisti idonei, si ingegnano per trovare canali alternativi di apprendimento». Sara Mascheretti ricerca le origini di uno dei più frequenti disturbi dell’età scolare.

Lo scorso novembre ha ricevuto in Giappone il premio del Journal of Human Genetics Young Scientist Award 2017 assegnato agli articoli scientifici «che hanno dato un contributo significativo, grazie all’eccellenza e all’impatto», scrive nell’editoriale il direttore della prestigiosa rivista Naomichi Matsumoto. La psicologa lombarda ha descritto, in particolare, il ruolo di ROBO1. Uno dei geni incriminati nel meccanismo capace di rendere la matematica nemica dei piccoli scolari al primo cimento con calcoli e lettura. «Il premio ha rappresentato per me un traguardo tanto gratificante quanto inatteso», scherza Mascheretti.

Per saperne di più clicca sul link sora oppure qui: http://www.corriere.it/buone-notizie/17_dicembre_30/sara-l-italiana-premiata-giappone-dislessia-ruolo-gene-robo1-0a363c66-ed64-11e7-99fc-afe197c02437.shtml

[Fonte: Corriere della Sera - di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai]

Il direttore di Aiccon Paolo Venturi e il segretario di Iris Network e ricercatore di Euricse Flaviano Zandonai commentanoil censimento dell’Istat sul Terzo settore pubblicato il 20 dicembre

Continuità nella trasformazione. Si potrebbero riassumere in questo modo i primi dati del nuovo censimento permanente Istat sulle istituzioni non profit presentati il 20 dicembre a Roma. Una rivoluzione dal punto di vista metodologico, considerando che da qui in avanti saranno disponibili ogni anno informazioni aggiornate sulle caratteristiche principali (numero di unità, ambito di attività, occupazione, valore economico) mentre ogni due anni verranno proposti approfondimenti qualitativi ricavati su base campionaria. Approfondimenti che peraltro, a tendere, si spingeranno anche oltre l’alveo non profit andando a «curiosare» nel registro imprese il contributo di soggetti imprenditoriali for profit orientati intenzionalmente alla creazione di valore sociale. Ma tornando alle istituzioni non profit la continuità è legata ad alcune macro tendenze che ormai agiscono come driver di sviluppo di medio periodo. Il primo è legato alla crescita, molto costante (circa 2,5% annuo nel quadrienno 2011-2015) delle istituzioni non profit che oggi sono pari a 336.275 unità. Un trend anticiclico guardando alla «grande contrazione» del Paese che coincide proprio con l’arco temporale di osservazione statistica e che viene ulteriormente amplificato notando che la crescita si concentra in particolare nelle aree del Centro (+17,1%) e del Sud (+15,6%) dove la crisi ha impattato maggiormente.

Il secondo driver riguarda invece la capacità di people raising che si evidenzia non solo rispetto al tradizionale ingaggio non profit ovvero il volontariato (5,5 milioni di volontari con una crescita pari al 16,2% rispetto al 2011), ma anche sul fronte occupazionale e, in senso più ampio, imprenditoriale. Cresce infatti il numero di dipendenti (sono oltre 788mila con una crescita pari al 15,8%) e cresce in modo significativo il numero di istituzioni non lucrative con dipendenti (sono poco più di 55mila con una crescita pari al 32,2%) a dimostrazione di una crescente dimensione «produttiva» a finalità sociale. In questo quadro a fare la parte del leone è la cooperazione sociale che con 16.125 unità (+43,2%) genera da sola il 52% dell’occupazione. Un’innovazione di sistema che l’impresa sociale oggetto di recente riforma normativa sarà chiamata ulteriormente a sviluppare ulteriormente operando in nuovi settori di attività, con nuove alleanze fra diversi e attraverso diversi modelli giuridico-organizzativi. Questo quadro di continuità si accompagna ad alcune importanti trasformazioni interne che investono soprattutto i settori di attività.

Dal 2011 al 2015 si è assistito a una specie di rivolgimento settoriale. Sembra di intravedere, ad esempio, una «istituzionalizzazione» dell’advocacy, con una diminuzione dell’ambito «tutela dei diritti e attività politica» (-22,9%) e una quasi corrispondente crescita delle «relazioni sindacali e rappresentanza di interessi» (+21,5%), a indicare un non profit sempre più presente ai «tavoli» del dialogo istituzionale ma forse più in difficoltà a rappresentare la voce di una società profondamente mutata nella sua stratificazione socioeconomica e politico culturale. Si evidenzia inoltre un altrettanto evidente rimescolamento di altre attività che nell’immaginario collettivo sono connaturate al modo in cui si declina il «sociale». …

Per saperne di più clicca sul link sopra oppure qui: http://www.corriere.it/buone-notizie/17_dicembre_22/non-profit-trend-anticiclico-crescita-contro-corrente-05849890-e722-11e7-9bc3-c44cfbe0d3dd.shtml

 [Fonte: Corriere della Sera - di Fausta Chiesa]

La violenza sessuale contro le donne diventa reato nel Paese dell’Africa orientale non riconosciuto dalla comunità internazionale. Previsto il carcere per 30 anni: in Italia la pena è da 5 a 10 anni

Una buona notizia: il Somaliland, un Paese dell’Africa orientale non riconosciuto dalla comunità internazionale formato con province settentrionali della Somalia, ha adottato per la prima volta una legge contro lo violenza sessuale, che prevede fino a 30 anni di carcere per stupro (in Italia in base all’articolo 609 bis del codice penale è prevista la reclusione da cinque a dieci anni). Finora lo stupro non era considerato un reato e le donne che subivano una violenza sessuale potevano essere costrette dalle famiglie a sposare i propri violentatori. Da anni organizzazioni non governative che si occupano della protezione di donne e bambini in Somaliland chiedevano una legge di questo tipo. La notizia è stata data per prima dalla Bbc, che cita il portavoce del Parlamento della Repubblica proclamatasi indipendente nel 1991, ricordando che in Somalia non c’è una legge contro la violenza sessuale.

Il portavoce, Bashe Mohamed Farah, ha sottolineato che la legge punta «a eliminare del tutto lo stupro» e che «le violenze sono in aumento», oggi si assiste sempre più spesso anche a «violenze di gruppo». La giornalista di Bbc Anne Soy ha spiegato che l’introduzione della legge è probabilmente influenzata dal fatto che il Somaliland spera di essere riconosciuto a livello internazionale come una democrazia funzionante. Il Somaliland confina con il Gibuti, con l’Etiopia e con la Somalia, da cui si è separato nel 1991 con l’inizio della guerra civile, ancora in corso nel paese. In Somalia non c’è una legge contro lo stupro.

La Repubblica del Somaliland era la Somalia britannica durante il dominio coloniale inglese che durò dal 1884 fino a 1960. In quell’anno il territorio si unì all’ex Somalia italiana per formare la Repubblica di Somalia, da cui si è dichiarata indipendente nel 1991. Ha una sua moneta, forze armate e di polizia. Il governo ha sede nella capitale Hargeisa. Ma nessun governo straniero riconosce la sua indipendenza. Per il resto del mondo è una regione autonoma della Somalia, soggetta al governo federale somalo di Mogadiscio. Il 13 dicembre 2017 Muse Bihi Abdi ha giurato come nuovo presidente dell’autoproclamata Repubblica del Somaliland.

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.corriere.it/economia/18_gennaio_09/somaliland-adotta-la-prima-volta-legge-contro-stupro-09daaa12-f530-11e7-b250-16cc66648122.shtml

cooperjob logologo cgm logo confcooperative logo caritas neg logo rina neg

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.