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[Fonte: Vita.it]

Il VII rapporto dell’Osservatorio Ubi banca su “Finanza e Terzo settore” mette la lente su cooperative sociali e start up innovative a vocazione sociale: cresce la domanda di servizi digitali (in particolare legati alla raccolta fondi) e l’interesse per gli strumenti ad impatto sociale

Banche e Terzo settore, a che punto siamo? A mettere il termometro sul tasso di crescita dei fabbisogni finanziari del mondo dell’economia civile da sette anni a questa parte è l’osservatorio di Ubi Banca su “Finanza e Terzo settore”. La VII edizione del dossier realizzato con il supporto scientifico di Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) che vita.it ha potuto consultare in anteprima e che verrà reso pubblico nei prossimi giorni sul sito dell’istituto di credito, mette la lente in particolare su due grandi famiglie dell’imprenditorialità sociale made in Italy: le cooperative sociali (imprese sociali di diritto in base alla riforma del Terzo settore) e le startup innovative a vocazione sociale (SIAVS).

Prosegue dunque l’osservazione delle principali tipologie giuridiche di organizzazioni non profit, partita nel 2011 con l’analisi annuale della cooperazione sociale, cui si è aggiunto nel corso degli anni il focus sull’associazionismo (2012), sulle fondazioni (2013), sulle imprese sociali aventi forma giuridica di Srl (2014), sugli ibridi organizzativi a matrice cooperativa (2015) e sull’associazionismo di grandi dimensioni (2016).

Le cooperative sociali:

Secondo i recenti dati rilasciati da Istat a dicembre 2017 (anno di riferimento: 2015), le cooperative sociali in Italia sono pari a 16.125 unità, occupano 416.097 dipendenti e 43.781 volontari.

L’analisi restituisce una fotografia della cooperazione sociale italiana che evidenza, rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, da un lato, la crescita per il 2018 delle previsioni di entrate derivanti dai rapporti con il pubblico (+7,6%) e dall’altro, un ulteriore miglioramento delle previsioni di crescita (+10,0% rispetto all’anno precedente) delle entrate da vendita di prodotti e servizi sul mercato, a conferma di un crescente orientamento da parte della cooperazione sociale italiana verso una domanda pagante diretta al fine di raggiungere la propria sostenibilità economica, strategia che si è andata consolidando negli anni osservati.

In termini di utilizzo dei servizi bancari offerti, emerge soprattutto una richiesta di servizi basati sulle tecnologie digitali ICT (Internet Banking, POS, firma digitale) e di supporto in termini di sviluppo di servizi rivolti alla raccolta fondi. Rispetto all’utilizzo di servizi/strumenti messi a disposizione dagli istituti di credito con cui si hanno rapporti, il 96% delle cooperative sociali indica infatti di aver fruito di servizi digitali, mentre relativamente alla richiesta di sviluppo di nuovi strumenti/servizi in capo alle banche, l’istanza principale (quasi 7 cooperative su 10) riguarda il supporto alla raccolta fondi (-6% sull’anno precedente).

In crescita la richiesta di supporto in termini di servizi di fidelizzazione degli stakeholder (+1,1%). Diminuiscono le richieste di finanziamento sia a supporto dell’attività che degli investimenti (-3,6% sul 2016). In sostanziale stabilità, oltre ai servizi digitali, il dato sull’utilizzo dei servizi bancari assicurativi (+0,4%).

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/06/19/imprese-sociali-ecco-cosa-chiedono-alle-banche/147257/

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