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 [Fonte: Vita.it - di Marco Dotti]

La Finlandia punta a diventare il paese più "alfabetizzato" sul tema dell'Intelligenza Artificiale. La sfida? Evitare relazioni conflittuali fra uomini e macchine, tutelare la relazione e dare ai cittadini strumenti per conoscere e rapportarsi ai cambiamenti. L'Università di Helsinki ha aperto un corso libero e gratuito per imparare a gestire la transizione

Il conto alla rovescia è cominciato. 6, 5, forse 4 o addirittura 3 anni. Difficile dirlo, ma su una cosa i solitamente discordi esperti concordano: va gestita la transizione, perché l’avvento dell’Intelligenza Artificiale sta per cambiare tutto.


Cambierà il lavoro. Se non ci prepariamo, lo travolgerà. Ma quale lavoro? Si parla molto di lavoro manuale, ma ad essere toccate dalla diffusione in scala dei sistemi di Intelligenza Artificiale saranno professioni – oggi – qualificate come “intellettuali”.

Una riduzione che in Italia dovrebbe toccare il 60% di quello che un tempo veniva chiamato terziario avanzato, dai giornalisti ai radiologi. Per questo, chi da tempo studia senza pregiudizi il problema sostiene che, fin da ora, vada pensata una redistribuzione non solo del reddito, ma del lavoro.

Cambieranno le nostre relazioni. È, questo, un aspetto della transizione che viene poco considerato: l’interazione, nella vita quotidiana, con sistemi di Intelligenza Artificiale.

Siamo preparati? Come ci rapporteremo quando, entrando in una farmacia, in un laboratorio di analisi, in un ufficio anagrafe dovremo interagire con schermi e non con uomini?

Il problema non è da sottovalutare. E c’è, infatti, chi non lo sottovaluta.

A Helsinki, ad esempio, per prepararsi all’impatto è partito un corso online, gratuito, in inglese, aperto a tutti nel mondo ma gestito dalla locale università che ha uno scopo chiaro: alfabetizzare – offre infatti una conoscenza di base elementare, qui il link – il maggior numero di cittadini possibile.

Lo scopo? Puntare a una relazione non conflittuale fra umani e dispositivi di Intelligenza Artificiale. Non permettere alle "macchine" e ai "dispositivi" di debordare è, prima di tutto, una questione di competenza umana. Questi dispositivi cominciano a essere presenti un po’ dappertutto, in Finlandia, suscitando forme di smarrimento e estraniazione. Soprattutto fra i cittadini che frequentano gli uffici della Pubblica Amministrazione. Così come in case di cura e ospedali cominciano a emergere i primi problemi “relazionali” fra donne, uomini e «health care robots».

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: http://www.vita.it/it/article/2018/06/18/intelligenza-artificiale-insegnare-la-relazione-uomo-macchina/147246/

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