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[Fonte: Vita.it - di Sara De Carli]

A due anni esatti dall'approvazione della legge, la Fondazione Nazionale Anffas Dopo di NOI presenta una ricerca empirica che fotografa l'impatto della norma. Solo il 40% delle Associazioni dichiara che nella propria Regione ci sono stati i bandi per accedere alle risorse, per 344 richieste di contributo mappate. Il 39% delle associazioni Anffas ha già attivato un progetto coerente con la legge 112/2016. Alta la consapevolezza che la de-istituzionalizzione è un cambio di paradigma che si può realizzare solo lavorando in sinergia. L'intervista a Emilio Rota

Qual è l’impatto della legge sul dopo di noi? A due anni esatti dall’approvazione della legge 112/2016(era il 14 giugno 2016) e in attesa della annuale relazione al Parlamento sull’attuazione della legge, prevista per giugno (l’anno scorso la prima relazione in realtà arrivò a dicembre), la Fondazione Nazionale Anffas Dopo di NOI ha presentato oggi una ricerca empirica realizzata tra le sue associazioni. Anffas oggi e domani è riunita a Roma per l’Assemblea nazionale, un appuntamento particolarmente importante quest’anno perché è il sessantesimo anniversario dalla fondazione dell’associazione. «La legge è oggi in prima applicazione: in “rodaggio” dove muove i primi passi, in “gestazione” nella maggior parte delle Regioni che stanno facendo più fatica del previsto ad applicarla, rallentata dalla farraginosità burocratica, segno evidente che va intensificato il lavoro di sensibilizzazione culturale, di proposta politica ed istituzionale per la sua applicazione sollecita e corretta. È necessaria quindi un’azione di sostegno che aiuti le istituzioni, gli enti locali e le realtà dell’associazionismo e del Terzo settore a “fare strada” ai contenuti della legge, inaugurando una nuova stagione di intervento che ritrovi slancio nel lavorare insieme ed avviare così una nuova stagione di progetti di vita, promuovendo con forza il pensiero Anffas a sostegno della corretta applicazione della legge», ha detto Emilio Rota, presidente della Fondazione Nazionale Anffas Dopo di NOI nella sua relazione.

Presidente, che cos’è questa ricerca?
Abbiamo interpellato le nostre associazioni Anffas per capire che cosa sta “bollendo in pentola” sul dopo di noi, per passare come diciamo spesso dalle parole ai fatti. Hanno partecipato 167 realtà, di fatto il 99,9% delle nostre associazioni. Si tratta di un questionario di dieci domande, che ci ha permesso di fotografare l’impatto della norma nel circuito associativo e da cui ora dovremo individuare di conseguenza le strategie migliori a sostegno dei percorsi di deistituzionalizzazione e per dare gambe e prospettiva ai nuovi progetti di vita. L’indagine è stata realizzata tra febbraio e marzo, ora dovremo entrare nel dettaglio con l’analisi dei risultati.

Quali sono le prime evidenze?
Innanzitutto, tutte le associazioni sono al corrente dell’esistenza della legge in questione, sembra banale dirlo ma è un dato molto positivo. Sempre a livello di informazione, il 75% delle realtà ha fatto azioni mirate di sensibilizzazione, per promuovere tra gli associati e nella comunità locale la legge e le opportunità che offre. Ci sono stati ad esempio 207 convegni, molti incontri con i famigliari, poi incontri pubblici, seminari… però il 25% non si è ancora attivato, è un dato da approfondire.

Per saperne di più clicca su: http://www.vita.it/it/article/2018/06/14/due-anni-di-dopo-di-noi-anffas-fotografa-limpatto-della-legge/147212/

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