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La «Repubblica degli stagisti», nata come blog, oggi è una testata online che pubblica annunci di tirocini legali, che non sfruttano le difficoltà dei giovani. Il sito li filtra per serietà e stipendio sicuro

[Fonte: Corriere della Sera, Buone Notizie - di Paolo Conti]

«Il nostro prossimo obiettivo è assicurare diritti e indennità anche a chi segue gli stage curricolari. Da tempo stiamo portando avanti questa battaglia con il ministero dell’Istruzione e ci auguriamo che il nuovo Parlamento voglia affrontare al più presto il tema per garantire dignità e rispetto ai più giovani. Sono diritti fondamentali, ai di là di tanti slogan…». Già, gli slogan. È molto facile inventarsi (magari sotto campagna elettorale) una frase ad effetto da usare in tv o sulla Rete per promettere battaglie a favore delle nuove generazioni, per aiutarle a trovare la strada giusta nella vita senza cadere nelle mille trappole dello sfruttamento e delle illusioni. Molto più difficile battersi sul terreno della concretezza e ottenere risultati che possono cambiare veramente la vita di migliaia di ragazzi. È ciò che ha fatto Eleonora Voltolina, giornalista professionista dal 2008, romana cresciuta a Venezia, classe 1978, sposata, una figlia di 5 anni.

È sua l’invenzione di una piccola-grande macchina da guerra, «La Repubblica degli stagisti», nata prima come blog personale nel 2007 («mi sfogavo sui temi dell’occupazione giovanile, poi il flusso del confronto è cresciuto») e dal 2009 diventata un seguitissimo sito online, la testata giornalistica indipendente www.repubblicadeglistagisti.it: 100 mila visitatori unici mensili, 30 mila iscritti alla newsletter, 30 mila follower sui social network. Tutto questo perché «La Repubblica degli stagisti» («l’ispirazione del nome mi venne da una frase di Beppe Severgnini») si è battuta strenuamente, dal 2012 e il 2014, per rendere di fatto illegali gli stage extracurricolari gratuiti.

Il risultato è notevole: «Ora gli stage extracurricolari hanno un’indennità, o un rimborso, o un emolumento mensile, dipende dalle definizioni, che varia in media e a seconda delle Regioni dai 300 agli 800 euro». E oggi Eleonora Voltolina taglia un altro traguardo: è stata scelta come uno dei quattro imprenditori sociali selezionati come Fellow da Ashoka, la grande rete di imprenditoria sociale che da 37 anni seleziona, forma e connette innovatori sociali in tutto il mondo. Un nuovo marchio che certifica l’impatto dell’iniziativa. «La Repubblica degli stagisti» è diventato il punto di riferimento di chi si aggira, quasi sempre sperduto, nella galassia degli stage. Mezzo milione di persone, in maggioranza giovani, che cercano stage extracurricolari o curricolari. La testata giornalistica è diretta da Eleonora Voltolina. È lei la colonna centrale della redazione, intorno le gravitano dieci collaboratori fissi, giornalisti professionisti sparsi per l’Italia «e regolarmente retribuiti, ovviamente, ci mancherebbe altro…».

La filosofia è semplice: indicare le aziende che propongono stage autentici e legali, non gratuiti e quindi che non sfruttino le difficoltà dei giovani facendoli troppo spesso lavorare in nero. L’inserimento ne «La Repubblica degli stage» diventa una sorta di marchio Doc: le aziende indicano i posti e le condizioni, i ragazzi si orientano e sanno cosa li attende. Spiega Eleonora Voltolina: «Il sito ospita un network di aziende che offrono posizioni di stage. Ma a due condizioni. Prima: il rimborso spese deve essere di almeno 500 euro mensili per i laureati e 250 per chi svolga uno stage curricolare.

Per saperne di più clicca sul link sopra, oppure qui: https://www.corriere.it/buone-notizie/18_maggio_07/eleonora-boom-sito-gli-stage-pero-pagati-8fd7cef0-5210-11e8-b9b9-f5c6ed5dbf93.shtml

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